Quali prospettive per l’outsourcing della logistica?

Quali prospettive per l’outsourcing della logistica?

La terziarizzazione di una parte o dell’intero processo logistico rappresenta una scelta importante e di grande attualità in un contesto di grandi cambiamenti come l’attuale. Il Politecnico di Milano ha attivato un Osservatorio i cui risultati, presentati sul numero di gennaio, evidenziano la prevalenza dell’approccio “Commodity Outsourcing” secondo cui le aziende italiane decidono tatticamente di esternalizzare attività logistiche “elementari”. Minore è invece il ricorso al cosiddetto “Strategic Outsourcing” basato su decisioni strategiche relative al processo logistico completo, comprensivo almeno delle attività di trasporto e stoccaggio nel loro insieme.

Questa seconda logica di terziarizzazione rappresenta una forma di collaborazione cliente-fornitore in cui accanto ai benefici di economie di scala e variabilizzazione dei costi, ottenibili anche con un approccio Commodity, si possono ottenere delle innovazioni significative di processo, con una ridefinizione della catena del valore e beneficio per entrambi gli attori.

Con riferimento alla letteratura scientifica, la scelta di terziarizzazione e l’identificazione  dell’operatore sono funzione di numerosi fattori tra i quali: flessibilità operativa, costi, dimensione e qualità degli asset logistici, esperienza su specifiche industry, varietà di servizi offerti, livello di controllo sui sub-fornitori, reputazione, stabilità finanziaria e qualità del management.

Tali fattori, a cui se ne potrebbero aggiungere altri, impattano su quattro macro-categorie di analisi: costo, qualità del processo logistico, rischio operativo e capacità di innovazione.

Il peso di queste macro-categorie varia a seconda dell’approccio di terziarizzazione scelto e della strategia aziendale. Ad esempio si può ritenere che in un contesto di internazionalizzazione una azienda sia più disposta a mettere in discussione alcune scelte di processo logistico, e quindi ricerchi una maggiore capacità progettuale o di innovazione nel processo. Spesso però la categoria costo è quella più facilmente misurabile nel breve periodo, mentre le altre sono di più difficile analisi e quantificazione.

Viene dunque da chiedere quali fattori sono realmente considerati nelle scelte di terziarizzazione? Può lo Strategic Outsourcing creare valore anche in un contesto come quello italiano? Come si può superare la forte focalizzazione sui costi nel breve periodo per costruire un percorso virtuoso con il partner logistico?

Insieme al Direttore e al Comitato Tecnico Scientifico della Rivista, risponderemo a questi interrogativi nei prossimi numeri della rivista, augurandoci che possono dare stimolo a tutti coloro che stanno valutando (o rivalutando) la loro scelta di terziarizzazione.

Marco Melacini

Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics (www.contractlogistics.it)

 

Tratto dalla rivista Logistica di Giugno 2012

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